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“Ora l’ingresso è maestoso. Come aveva previsto.”

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  In questi giorni ho terminato l’apertura del cancello di casa. Non un cancello qualsiasi. Quello che Livio aveva disegnato. Quello che aveva immaginato per noi. Ogni dettaglio era stato pensato da lui: la posizione, la luce, il materiale, il modo in cui si sarebbe aperto al mondo. Io ho aspettato il momento giusto. Non avevo fretta. Volevo che ogni passo fosse fatto con la stessa cura che lui avrebbe messo. E ora è fatto. L’ingresso di casa è maestoso. Non è solo una questione di grandezza, ma di presenza. C’è qualcosa, in quel cancello, che parla. Parla di lui. Parla di noi. Parla di un progetto che non si è interrotto con la sua assenza. Cammino davanti alla colonna e lo guardo. E penso che Livio avrebbe annuito, con quel suo sorriso tranquillo, e avrebbe detto: “Visto? Funziona.” Oggi, più che mai, ho capito che questa casa non è solo mia. È nostra. È il suo sogno che continua a vivere attraverso le mie mani. Per questo ho deciso:  si chiamerà CASA OLLY . Voglio che chiun...

“Cara Paola del futuro”

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Cara Paola, sono io, quella di oggi. Quella che sta scrivendo mentre fuori è ancora giorno e dentro casa c’è il silenzio delle cose che aspettano. Non so quando leggerai questa lettera. Forse tra un anno, forse tra dieci. Forse in un momento in cui avrai bisogno di ricordare chi eri. Oggi ti scrivo per dirti che, anche se a volte sembra che il peso sia troppo, stai andando avanti. Non in fretta, ma con dignità. Stai imparando a vivere con il vuoto, a trasformarlo in qualcosa che non è più solo assenza, ma anche presenza. Hai messo mano alla casa. Hai tolto la vasca che avreste dovuto condividere, e hai fatto spazio a una doccia che sarà solo tua. È un gesto piccolo, ma grande. È il segno che la vita continua, e che tu sei ancora qui a sceglierla. Non preoccuparti se a volte ancora cadi. Non preoccuparti se qualche giorno non hai voglia di fare niente. Fai quello che puoi, con quello che hai. È già abbastanza. Spero che quando leggerai queste parole, avrai imparato a sorridere con più l...

“I romantici guardano il cielo”

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  Oggi ho trovato una canzone. Non è jazz, ma mi ha fermata. Mi ha fatto pensare a te. E a noi. “Vorrei avere un pianoforte in tasca, solo per ricordarmi di noi. Ho il cuore appeso sulla giacca, ogni volta che parlo di noi.” È così che mi sento, ogni volta che penso a lui. Come se avessi un pianoforte nascosto nel petto, che suona solo quando il ricordo si fa più forte. “I romantici guardano il cielo. I romantici guardano un treno che se ne va.” Io guardo il mare. Ma è la stessa cosa. Lo guardo e so che lui è lì, da qualche parte, tra le onde e il vento. Livio amava il jazz. Amava quelle note che sembrano parlare senza parole. E io, ogni volta che sento una canzone che mi riporta a lui, so che è un segno. “Spero che ti arriverà, davvero, una musica dolce per i tuoi giorni malinconici.” E io spero che questa musica, che queste parole, arrivino a lui. Ovunque sia. Un pianoforte in tasca. Il cuore appeso sulla giacca. E la certezza che i romantici, come noi, continuano a guardare il c...

LA RICERCA DELL'INTIMITÀ

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Dal web: C'è una domanda che da tempo continua ad accompagnarmi. Che cosa stiamo cercando davvero quando diciamo di voler amare o di voler essere amati? Per anni ho pensato che la risposta fosse semplice. Credevo che cercassimo una persona con cui condividere la vita. Poi, osservando gli altri e, soprattutto, osservando me stesso, mi sono accorto che spesso non è così. Molti cercano una relazione. Pochi cercano davvero l'intimità. La differenza è enorme. Una relazione può nascere da un bisogno. Dalla paura della solitudine. Dal desiderio di sentirsi scelti. Dal bisogno di essere confermati. Può persino nascere dalla convenienza o dall'abitudine. L'intimità, invece, nasce soltanto quando finiscono i nascondigli. Con il tempo ho compreso che la più grande paura dell'essere umano non è tanto quella di essere rifiutato. È quella di essere visto davvero. Non guardato. Visto. Perché quando qualcuno ci vede fino in fondo, non può più amare l'immagine che abbiamo costru...