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“Non sarete mai soli”

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A ciascuno di voi è riservata una persona speciale. A volte ve ne vengono riservate due o tre, anche quattro. Possono appartenere a generazioni diverse. Per ricongiungersi con voi, viaggiano attraverso gli oceani del tempo e gli spazi siderali. Vengono dall'altrove, dal cielo. Possono assumere diverse sembianze, ma il vostro cuore le riconosce. Il vostro cuore le ha già accolte come parte di sé in altri luoghi e tempi, sotto il plenilunio dei deserti d'Egitto o nelle antiche pianure della Mongolia. Avete cavalcato insieme negli eserciti di condottieri dimenticati dalla storia, avete vissuto insieme nelle grotte ricoperte di sabbia dei nostri antenati. Tra voi c'è un legame che attraversa i tempi dei tempi: non sarete mai soli. ~ Brian Weiss  Quando ho letto queste parole, ho dovuto fermarmi. Perché parlavano di me. Di noi. Di Livio. La prima volta che l'ho visto, non ho pensato "che bello, un uomo nuovo". Ho pensato: "Eccoti. Finalmente." Nei suoi oc...

“Ora l’ingresso è maestoso. Come aveva previsto.”

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  In questi giorni ho terminato l’apertura del cancello di casa. Non un cancello qualsiasi. Quello che Livio aveva disegnato. Quello che aveva immaginato per noi. Ogni dettaglio era stato pensato da lui: la posizione, la luce, il materiale, il modo in cui si sarebbe aperto al mondo. Io ho aspettato il momento giusto. Non avevo fretta. Volevo che ogni passo fosse fatto con la stessa cura che lui avrebbe messo. E ora è fatto. L’ingresso di casa è maestoso. Non è solo una questione di grandezza, ma di presenza. C’è qualcosa, in quel cancello, che parla. Parla di lui. Parla di noi. Parla di un progetto che non si è interrotto con la sua assenza. Cammino davanti alla colonna e lo guardo. E penso che Livio avrebbe annuito, con quel suo sorriso tranquillo, e avrebbe detto: “Visto? Funziona.” Oggi, più che mai, ho capito che questa casa non è solo mia. È nostra. È il suo sogno che continua a vivere attraverso le mie mani. Per questo ho deciso:  si chiamerà CASA OLLY . Voglio che chiun...

“Il venerdì delle piccole cose”

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Oggi non è successo niente di straordinario. Eppure, stasera, ripensandoci, mi sento più leggera. Ho bevuto il caffè guardando fuori dalla finestra. Non c’era nessuno. Solo il sole che entrava piano, quasi in punta di piedi. Ho sentito il calore sulla pelle e, per un attimo, non ho pensato a niente. Non al passato. Non al futuro. Solo al presente. Poi ho fatto una cosa che non facevo da tempo: ho acceso la radio. È partita una canzone che non sentivo da anni. Non so nemmeno come si chiama. Ma mi ha fatto muovere la testa, e per qualche secondo ho ballato da sola in cucina. Come quando ero ragazza e la musica era tutto. Senza un motivo. Senza nessuno che mi guardasse. Più tardi ho scritto un messaggio a una persona che non sentivo da tempo. Non c’era un motivo particolare. Solo un “come stai?”. E la risposta è arrivata, calda e inaspettata. Come una carezza che non sapevi di aspettare. Niente di speciale, in tutto questo. Eppure, stasera, mentre ripercorro la giornata, mi accorgo che so...