Giorno 3: Tra Speranza e Realtà - La Discesa Inizia
Il terzo giorno, la nebbia della sofferenza e della finzione si diradò per lasciare spazio a un'ossessione lucida, dolorosa e bellissima: la casa . Il suo ultimo, grande progetto per me . Mentre le sue forze fisiche declinavano, la sua mente rimaneva aggrappata con una tenacia disperata ai dettagli del cantiere. La preoccupazione non era più solo per me, ma per l'opera incompiuta . «Mancano gli ultimi dettagli», mi diceva, gli occhi fissi al soffitto come se vi scorressero le planimetrie. «La cucina... ci avrebbero consegnato la nostra cucina a giorni.» Era come se, non potendo più costruire il futuro con la sua presenza, volesse almeno assicurarsi che fosse perfetto per il momento in cui non ci sarebbe più stato. Così, dal letto d'ospedale, si trasformò in un regista a distanza . Dava ordini. Chiamava (o mi faceva chiamare) gli artigiani. Chiedeva aggiornamenti su una piastrella, su un sanitario, sulla posa del m...