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💕 "Un messaggio che mi ha riempito il cuore

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Oggi ho ricevuto un messaggio che mi ha riempito il cuore. Un vicino di Lido dei Gigli, a cui ho regalato una copia del libro, mi ha scritto queste parole. Le condivido con voi perché credo che la bellezza, quando capita, vada condivisa. E anche perché mi ha ricordato che le nostre storie, quando sono vere, arrivano sempre dove devono arrivare. 💕 📖 Il suo messaggio: "Il libro di Paola è semplicemente meraviglioso, non mi è mai capitato di leggere qualcosa e sentirmi così presente e coinvolto nella storia che viene raccontata in un libro. Ho adorato anche lo stile così diretto e capace di trasmettere tutte le tantissime sfumature di cui sono fatte le emozioni, i ricordi, i sentimenti. Siete veramente persone speciali, grazie per averci donato queste emozioni e la possibilità di conoscere la vostra meravigliosa storia, domani darò il libro a Simona senza dirle nulla e lo leggerà anche lei, un bacio a te, a mamma e a Livio, che ho il rimpianto di aver appena conosciuto, visto che, ...

Capitolo 14 Il Dovere dell'Amore – Il Giorno Dopo

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  La mattina dopo l'addio, il mondo esisteva ancora. Con una crudeltà inesorabile, il sole era sorto, e con esso la necessità di  agire . Il dolore era un macigno sul petto, ma sopra di esso si posò una strana, gelida lucidità: dovevo occuparmi di lui. Per l'ultima volta.  Avevo avvisato tutti. Lorenza e Giulia, unite in un dolore che le rendeva sorelle più che mai. Michele , in Cina, con il suo strazio moltiplicato dalla distanza. Walter, che forse portava il peso di quelle riconciliazioni arrivate troppo tardi e per questo ancora più preziose. Le parole erano state poche, spezzate. Cosa potevo dire? Poi, in silenzio, mi preparai per l'ultimo servizio d'amore. Aprii il nostro armadio. Sentii il suo odore sui vestiti. Scelsi con cura:  la sua camicia bianca , quella che portava per le occasioni importanti, quella che gli stava così bene.  La sua giacca , la preferita.  I pantaloni  in cui si sentiva a suo agio. Li staccai dalle grucce, sentendo il ...

Giorno 10: "Venga, Livio se ne sta andando" - L'Addio

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La mattina seguente, il telefono squillò con un'urgenza diversa da tutte le altre. Non era un medico che dava aggiornamenti. Era una voce che diceva, con un tono di dolce fermezza:  «Signora, venga. Venga subito. Livio se ne sta andando. Se vuole salutarlo...»  Ero appena tornata a casa, dopo un'altra notte spezzata. Non  avevo chiuso occhio. Il corpo era un peso, la mente un groviglio. Ma quelle parole furono uno schiaffo di adrenalina pura.  Ripartii.  Non corsi, volai. Il mondo fuori era un'immagine sfocata. Esisteva solo quella strada, quel palazzo, quella stanza. Quando entrai, l'aria era cambiata. C'era un silenzio diverso, più denso, più solenne. Lui era lì. Il respiro era un filo, sottile, intermittente. Sembrava già altrove, ma il suo corpo era ancora ancorato a me, a quella stanza. Non persi un istante. Mi sedetti accanto a lui, presi la sua mano. Poi, con un gesto che ci apparteneva, che era la colonna sonora della nostra storia, gli misi deli...